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Pillole di pasta 1

Pillole di pasta - ep. 1

Inauguriamo gli interventi dei collaboratori di Pasta Tua con un breve ma interessantissimo articolo del prof. Davide Mondin, docente universitario presso l’Università Telematica San Raffaele, L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e presso Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana. 

E che ci racconta il professore? Ci spiega…

Chi ha inventato la pasta?

Colpo di scena! L’Italia, oggi indubbiamente e meritatamente considerata la patria della pasta, in realtà non l’avrebbe “inventata” ma si sarebbe limitata a perfezionare la tecnica con cui ottenerla, già in uso da molti secoli presso altri popoli.

In effetti si hanno prove della sua produzione già a partire da 4.000 anni fa in Egitto, dove infatti gli archeologi hanno rinvenuto all’interno di alcune tombe decorazioni in cui compaiono alcuni uomini alle prese con la sua preparazione e, addirittura, sembrano intenti ad amalgamare gli ingredienti… con i piedi!




Questa modalità di lavoro non doveva essere inconsueta e, anzi, è durata moltissimo: secondo lo storico greco Erodoto, infatti, ancora nel V secolo a.C. sempre gli Egizi la realizzavano “con i piedi, l’argilla e le mani”.

In Italia le prime testimonianze risalgono dapprima all’epoca etrusca (anche in questo caso consistono in raffigurazioni rinvenute in alcune tombe), poi al periodo romano e più avanti ancora al basso Medio Evo.



Si sa, in particolare, che durante la dominazione araba la Sicilia (soprattutto la zona di Trabia, vicino a Palermo) era divenuta un vero e proprio “distretto industriale” specializzato nella produzione e nell’esportazione di pasta secca in tutto il bacino Mediterraneo.






Non è quindi vero che gli Italiani abbiano scoperto la pasta solo dopo che Marco Polo l’abbia introdotta a seguito dei suoi viaggi in Cina!

Inoltre, a prescindere da qualsiasi discorso circa la “paternità” dell’invenzione della pasta (praticamente impossibile da accertare), anche volendo ammettere che questa non sia attribuibile all’Italia, ciò su cui non si possono nutrire dubbi è che gli Italiani sono coloro i quali le riconoscono più importanza: nessuno come loro le ha attribuito un ruolo centrale nel pasto facendola diventare una “portata” al pari delle altre, mentre altrove (pur essendo consumata e gradita) rappresenta un accompagnamento per altri piatti.



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